Trieste – Uno studente-operaio, Francesco Pinna di soli 20 anni, ha perso la vita e dodici persone sono rimaste ferite a causa del crollo del palco che stavano allestendo al Palatrieste, dove si sarebbe dovuto tenere il concerto di Jovanotti.
Secondo le testimonianze l’impalcatura si sarebbe accartocciata su se stessa investendo gli operai che stavano ultimando i lavori. A cedere sarebbe stato il “ground support”, un’impalcatura che viene utilizzata nei palazzetti in cui è impossibile appendere l’amplificazione e le luci direttamente al soffitto.
Jovanotti ha sospeso il tour “Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna, studente lavoratore, la cui vita si è fermata oggi nell’incidente che ha travolto la mia squadra. Questa tragedia mi toglie il fiato e mi colpisce profondamente. Un tour è una famiglia e si lavora per portare in scena la vita e la gioia” le parole del cantante su Twitter.
Anche Fiorello ha voluto far sentire la sua vicinanza, sempre su Twitter, dedica un video messaggio per Francesco Pinna “Dedichiamo questa rassegna a lui e a tutti gli altri lavoratori che muoiono in silenzio.”
Nel frattempo divampano le polemiche “Non si può morire così, a 19 anni, a 20 anni, per una cosa del genere. Sai quanto guadagna un ragazzo come lui? Guadagna cinque euro l’ora. Non si diventa ricchi! Si può morire per questo? Per cinque euro l’ora? È una follia”, così i colleghi di Francesco commentano quanto accaduto.
Ma subito l’organizzazione smentisce, “Le compagnie o cooperative di servizi a seconda della regione pagano dai 13 ai 16 euro l’ora. Assomusica precisa che la notizia che il costo del lavoro di facchinaggio sia di 5 euro non è esatta. Nel caso specifico di Trieste il costo di un operatore è pari alla cifra di 13, 50 euro l’ora.”
La verità è che non si può morire a vent’anni né per 5 euro né per 13.50 l’ora, il valore di una vita non può essere misurata in denaro. Si tratta dell’ennesima tragedia sul lavoro, è su questo che si deve riflettere!





