Emo: autolesionismo come grido d’aiuto

Pascal Ciuffreda 7 gennaio 2011 0

Fenomeno EmoLa cultura Emo prende forma, nel XXI sec, dal pessimismo dovuto alla crisi del $, ai molteplici disastri ambientali e attentati terroristici; ma anche da nuove religioni: culto di forze occulte, spiritualismo, divinazione e astrologia.

Abbigliamento Emo – È semplice riconoscere un Emo dal modo di vestire: jeans strettissimi, t-shirt aderenti, cinture decorate con borchie, scarpe Convers o Vans colorate o semplicemente nere, frangia assimetrica che copre parte del viso, pelle pallida e occhi truccati di nero.

Musica Emo – Hardcore punk, indie rock, pop punk e melodic hardcore.

L’essere Emo – Essere Emo significa sentirsi esclusi dal mondo, estranei ad ogni sentimento o, meglio, si diventa assassini coscienti della propria felicità. Soffrono per ogni cosa che possa arrecarli piacere e soffocano questi momenti gioiosi con l’autolesionismo: tagliarsi le vene è la scelta masochistica per eccellenza!

Comunque è molto riduttivo etichettare un ragazzo con il termine “Emo” solo perché segue un certo stile. L’Emo si riconosce dalla sua fragilità interiore e mentale, dalla sua insicurezza, dal suo sentirsi sempre “fuori dal coro” e inferiore a tutti gli altri ragazzi. L’atto estremo che può commettere un ragazzino Emo è il suicidio, ponendo così fine al suo malessere interiore che lo porta ad una vita insofferente, sofferenza dovuta non ad un vero e proprio problema ma ad una caducità interiore.

Si giunge ad una cristallina conclusione: usare l’autolesionismo come grido d’aiuto!

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