Franco Califano: “Sono povero e malato. Chiedo aiuto allo Stato”

Pascal Ciuffreda 16 maggio 2012 0

Spetta ai cantanti una pensione? A Califano servirebbe…

Franco Califano, cantante e autore di celebri brani come “Minuetto”, “Tutto il resto è noia”, “La Musica è finita”, è costretto a rinunciare alle sue serate, fonti necessarie al suo sostentamento: la musica in alcuni casi perde importanza divenendo solo tramite per “tirare avanti”, è cosa buona e giusta?   Il cantante settantaduenne non potrà mai più urlare al pubblico “Tutto il resto è noia” per via di una brutta caduta:  “Il 15 luglio di quest’anno sono caduto per le scale e mi sono rotto tre vertebre – spiega il cantautore – l’incidente ha fatto venir meno la mia unica consistente fonte di reddito, le serate. E mi ha messo in ginocchio”.

Califano rivolge questo appello allo Stato, aggrappandosi alla legge Bacchelli, un sussidio economico per chi, come Franco, ha dedicato un’intera vita all’arte e in età avanzata non potrà percepire quindi alcuna pensione, in poche parole potrà ricevere una pensione “ad onorem” per la professione svolta.

Inoltre, e questo bisogna dirlo, il caro Califfo riceve 20.000 euro ogni anno per i diritti d’autore, che corrispondono a 1.500 euro al mese, uno stipendio sognato da ogni famiglia! A lui non bastano e dichiara: “Non so bene come funzioni la Siae, so soltanto che prendo circa 10 mila euro a semestre che non aumentano né diminuiscono mai. Non ce la faccio, oltretutto vivo in affitto. E in questo momento non sono più autosufficiente con tutto quello che la cosa comporta”.

La domanda sorge spontanea: Ma Franco, le vagonate di soldi che hai percepito in tutti questi anni, ed è risaputo che un cantante popolarissimo come te guadagna tantissimo, dove sono finite? Consumate ne l lusso sfrenato, nella droga e nel sesso? “Accontentati” dei 1.500 euro al mese (una pensione mastodontica!) e se non riesci a pagare l’affitto, puoi sempre trovarti una casa più piccola!

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