Roma – Marzo 1944 – FOSSE ARDEATINE: i Tedeschi fucilano 335 uomini per vendicare un attentato in cui sono caduti 33 militari tedeschi. L’Europa ha sopportato una lunga e funesta “età dei totalitarismi” versando sangue e sudore e sacrificando vita e anima. L’Italia vive il tramonto della dittatura fascista lottando duramente per accelerarlo e realizzarlo. Riuscite a immaginarla l’Italia? Riuscite a vederli i suoi giovani figli che lottano contro il Male e la Morte per riappropriarsi della Libertà? Tedeschi e Americani, Fascisti, Antifascisti e Partigiani, non erano forse tutti fratelli? Non erano uomini, forse? Eppure erano lì, in quel campo di battaglia insanguinato, a uccidersi l’un l’altro come bestie. Il proiettile colpiva più velocemente del pensiero ed era più semplice “far fuoco” che fermarsi a riflettere. Artisti, pensatori, poeti e letterati del Novecento, hanno vissuto, chi più chi meno, la tragedia e il dolore di un’epoca messa in ginocchio dai meccanismi perversi di un potere personificato. Il Novecento è il secolo della nevrosi, l’età del nazionalismo più folle e dell’irrazionalità, l’epoca delle dittature e delle guerre mondiali, il secolo della bomba atomica e dello sterminio di massa. Moltissimi hanno combattuto al fronte sacrificando il più delle volte la propria vita. Giovani immolati sull’altare di una Patria che li ha dimenticati.
“Di che reggimento siete/fratelli?/Parola tremante/nella notte/Foglia appena nata/Nell’aria spasimante/involontaria rivolta/dell’uomo presente alla sua/fragilità/Fratelli” (Giuseppe Ungaretti – Fratelli)
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