La moda dell’astratto e della geometria.
L’optical art è una corrente artistica astratta, che nasce tra gli anni cinquanta e sessanta, nel continente americano ed in particolare a New York, per poi assestarsi anche in Europa.
La caratteristica principale è l’interazione con l’osservatore e il gioco di illusione e il senso di movimento creati dalle linee e dai colori, soprattutto se la visione dell’opera si protrae per diversi secondi.
E’ un tipo di arte che si è diffusa prevalentemente su supporti bidimensionali, come i quadri e le tele, ma sei trovano ormai diversi esempi tridimensionali, esposti come tradizionali sculture.
Altri autori utilizzano particolari materiali di partenza, come il cartone rigato, oppure la stoffa: è frequente infatti trovare esempi di optical art anche nella moda, sia a caratterizzare abiti che accessori.
Gli artisti che seguono questo tipo di rappresentazione, sono guidati da schemi predefiniti, in grado di causare nello spettatore un senso di smarrimento, ma allo stesso tempo di totale attenzione, quasi ipnotica.
E’ proprio questa la rivoluzione dell’arte ottica: colui che entra in contatto visivo con una di queste opere, non può rimanere passivo, ma è bensì coinvolto in un percorso di movimento e sensazioni, che lo mette a confronto diretto con ciò che ha di fronte.
Tra i maggiori esponenti di questa corrente moderna si ricordano: Karin Kuhlmann, Riley, Jesus-Rafael Soto, Vasarely, Le Parc, Youri Messen-Jaschin, e l’italiano Damiano Gulluni.
httpv://www.youtube.com/watch?v=ZF9gCkwF8Kg
httpv://www.youtube.com/watch?v=wsCCkg1YHTo





