Negli ultimi anni si stanno facendo molti studi sulle arti meditative, le quali, oltre a estraniare lo spirito dal corpo, sembra che abbiamo l’effetto di diminuire tutti i tipi di dolore. Una notizia che sicuramente innescherà il riso in molti lettori, ma non in quelli che credono in questa forma di “arte interiore”.
Sul prestigioso Journal of Neuoscience è stato pubblicato un articolo che parla largamente della meditazione e in particolare dell’effetto analgesico di essa: basta un’ora per dimezzare qualsiasi dolore, sia fisico che morale. Secondo quest’interessante studio durante la cosiddetta “concentrazione positiva”, nel cervello vengono messe in funzione delle particolari aree che hanno effetti positivi sull’intero organismo: alcuni di essi sono sconosciuti ma altri vengono impiegati come strumenti di terapia.
Abbiamo detto che alcune aree del cervello vengono accesse durante la meditazione e tra queste – tra quelle già conosciute – ci sono alcune che consentono di ridurre la sofferenza del 40%, ma anche più!
Questo è quello che afferma Fadel Zeidan, colui che ha condotto questo studio: “L’effetto che abbiamo riscontrato è sorprendente: basti pensare che la morfina o altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%. Per testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il campione è stato invitato a partecipare a un corso intensivo di una paricolare forma di meditazione, chiamata mindfullness. Ogni lezione di attenzione focalizzata durava 20 minuti: durante gli incontri ai partecipanti si chiedeva di concentrare la mente sul respiro, di mandare via pensieri intrusivi ed emozioni negative.”
Questa grande scoperta deve far riflettere sulle infinite possibilità, sulle molteplici aperture che posso condurci a fare cose di cui, ora come ora, non siamo capaci: come quella di auto-curarci.


