Il tentativo di creare un’unica lingua mondiale
Zamenhof, medico e linguista polacco, vive tra il 1859 e il 1917 e pone le fondamenta per un progetto ambizioso e di immane grandezza: la realizzazione di un unico linguaggio per tutti i popoli del mondo. Questo progetto si chiama Esperanto.
httpv://www.youtube.com/watch?v=ApF7fWXpQYQ
Una lingua comune permetterebbe una comunicazione immediata e una comprensione che spesso potrebbe evitare situazioni di disagio e violenza, soprattutto tra culture diverse. L’utilizzo di una lingua a scapito di un’altra, crea necessariamente una sudditanza culturale, mentre la comunicazione dovrebbe avere come prima caratteristica la neutralità. L’Esperanto andrebbe insegnato esclusivamente come seconda lingua, dopo la propria nazionale, per evitare la formazione di dialetti o varianti, compromettendo la perfetta comprensione reciproca.
Per motivi familiari e frequentazioni scolastiche, Zamenhof impara il polacco, il russo, il latino, il greco, l’inglese, il tedesco, il francese e l’ebraico: da questa enorme conoscenza trae le basi per l’Esperanto.
La diffusione dell’Esperanto è legata inizialmente al successo presso le comunità intellettuali che l’accolgono per impararla e insegnarla a loro volta, ma con gli eventi delle guerre mondiali, il progetto ha subito molti divieti e ritardi, fino a soccombere, con la definitiva e attuale predominanza della lingua francese e di quella inglese.
Attualmente, grazie alle nuove tecnologie e alla presa di posizione di enti come l’UNESCO, l’apprendimento dell’Esperanto è altamente promosso: data la semplicità e la chiarezza delle regole, anche un’autodidatta che si servisse del solo mezzo Internet, sarebbe in grado di impararla a discreto livello in circa sei mesi.
httpv://www.youtube.com/watch?v=yN7zJm6yeBE

