Siete a conoscenza che in Cile, giorno dopo giorno, viene attuato uno sterminio continuo del popolo Mapuche? Pochi lo sapranno e molti non se ne interesseranno nemmeno, perché è una questione che non ci riguarda da vicino! In questo articolo è riportata la tremenda situazione presente in Cile riguardante un “popolo di esseri umani”.
Il popolo Mapuche rivolge il suo grido agli Italiani, un grido d’aiuto, carico di disperazione! Lo Stato Cileno sta espropriando le terre dei Mapuche e applicando delle leggi severissime contro una distorta “forma di terrorismo”: chiunque si opponga, anche in maniera non violenta, a questa sottrazione egoistica di terre va incontro alla reclusione in carcere della durata di 50 anni, e non solo i maggiorenni ma anche tutti coloro che sono al di sotto dei 18 anni!
Oggi viene definito “terrorista” anche chi combattere per l’amore della propria patria, chi si ribella al gioco malefico delle multinazionali e della globalizzazione.
Questo è ciò che dichiara Jorge Huenchullan, portavoce dei Mapuche: “Il mio nome è Jorge Huenchullan , sono “werken” (portavoce) della Comunità Autonoma di Temucuicui, sono anche portavoce dei prigionieri politici mapuche che sono nel carcere di Angol. Personalmente ho un fratello che è stato processato con la “legge anti-terrorista”, il suo nome è Felipe Huenchullan, è un prigioniero politico e ha trascorso più di un anno in carcere a seguito di processo indebito. Attualmente è sotto processo per quattro “delitti” definiti “terroristi”, è per questo che noi riteniamo sia sproporzionato applicare questa legge ai Mapuche.
Speriamo che l’Italia – ma anche tutto il mondo – accolga questa richiesta d’aiuto e si mobilita al più presto. Non possiamo far sempre “orecchie da mercante” quando non possiamo ricavare nessun profitto!







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