Autostrada “Vespucio Norte” di Santiago. Il video risale ad oltre due anno fa, e riprende un toccante gesto di solidarietà tra animali della stessa specie. Un imprudente cane viene investito nel bel mezzo dell’autostrada e giace gravemente ferito, impossibilitato a mettersi in salvo. Il nugolo di automobili continua a sfrecciare imperterrito, evitando di travolgere l’animale agonizzante. Poco lontano si scorge un soccorritore: è un cane che segue il margine della strada con cautela sino a giungere presso il compagno moribondo. Si precipita verso di lui, lo raggiunge e lo agguanta portandolo in salvo. L’epilogo della vicenda non è purtroppo il più lieto: le ferite sono troppo gravi e conducono al decesso lo sfortunato animale.
Una scena, tuttavia, fuori dal comune per il semplice fatto che sembra avere un qualcosa di “umano”. Un qualcosa di “umano” ormai dimenticato in una società sempre più caratterizzata da un’indistinta massificazione che rende l’individuo indifferente ed il gruppo inconsapevole. Il nostro “progresso sociale” assume sempre più i connotati di un malsano simulacro di “civilizzazione”, che inibisce e reprime empatie ed istinti “umani” per far posto ad un vuoto crescente, un vuoto da riempire di ambizioni e valori figli di un variegato retaggio culturale e con l’unica funzione di omogeneizzare la comunità per renderla il più possibile idonea all’incessante meccanismo del consumo che la mantiene in vita.

