Quella che sto raccontando è una storia triste, una storia di successo e di rovina, di vizi e di eccessi, di sogni e realtà. La storia di Michael Jackson si è conclusa ieri, 25 Giugno, nella sua casa di Los Angeles, dove l’indiscusso re del Pop si è spento all’età di 51 anni.
Nato in una famiglia non certo benestante dell’Indiana, Michael fu prima bambino prodigio nel gruppo dei Jackson 5 insieme ai suoi fratelli, e poi iniziò la carriera solista che ebbe il suo culmine nel 1982 con l’uscita dell’album Thriller che rimase in classifica per 37 settimane ed ha fino ad oggi venduto più di 40 milioni di copie.
La sua carriera è proseguita fra scandali e stranezze che lo hanno reso facile bersaglio dei tabloid. Plastiche facciali, sbiancamento (dovuto all’ossessione o alla vitiligine?), debiti e opere di beneficienza, accuse di pedofilia, processi e proscioglimenti da tutte le accuse, tutto questo fino allo scorso Marzo quando Michael Jackson ha organizzato una conferenza stampa per annunciare il suo nuovo tour mondiale che sarebbe dovuto partire a Luglio. Doveva essere una nuova rinascita, che però non avverrà.
Vuole questo essere un tributo ad una persona discussa e contestata, ma che rimane una delle stelle della musica dei nostri tempi, e la cui esperienza di vita dovrebbe farci riflettere.

