Dopo un anno dal disastroso sisma con epicentro la provincia de L’Aquila che il 6 Aprile 2009 ha sconvolto tutta l’Italia, i ragazzi del Liceo Scientifico “Filippo Masci” di Chieti scendono in strada a protestare. La situazione del Liceo è tragica, entrambe le sedi che accolgono gli studenti sono inadeguate e non sicure, e questo, agli occhi di tutti, appare un’ingiustizia. La sede centrale è sicuramente migliore dell’altra che, agli occhi di molti, appare una trappola mortale in caso di terremoto, ma nello stesso tempo è instabile e le crepe nei muri sono a dir poco visibili, infatti subito dopo il sisma dell’aprile scorso, gli studenti del Liceo sono rimasti a casa per una settimana a causa dei lavori e sempre causa lavori sono rientrati dalle vacanze estive dopo la data di apertura, ma edifici in condizioni di precarietà statica non si riparano con qualche copertura d’intonaco.
I ragazzi del Masci chiedono una scuola “unica, adeguata e sicura”, chiedono che il loro diritto allo studio non sia violato, perchè è di questo che si tratta, negare la sicurezza degli studenti significa violare il loro diritto allo studio, motivo di lotte e di proteste che riempiono le pagine della nostra storia da decenni, ma a quanto pare c’è chi continua a non voler ascoltare. Sono stati tanti i casi di tragedie annunciate e gli studenti del Masci dicono NO, gridando e urlando fin quando le loro grida non saranno ascoltate e le loro preghiere esaudite. Non stiamo parlando di un capriccio di stupidi ragazzini, questi ragazzi scendono in strada affinchè il Liceo possa ospitare loro e le prossime generazioni in sedi adeguate e sicure, affinchè la sicurezza venga messa al primo posto. La Provincia non vuole dare ascolto a queste giovani voci, ma prima o poi le toccherà ascoltare. Molto probabilmente gli studenti che in questi anni frequentano il Liceo non vedranno mai i frutti delle loro proteste, ma non badano a ciò, perchè vogliono lasciare alle future generazioni, che andranno a prendere il loro posto, qualcosa che loro non hanno avuto, cioè la consapevolezza di entrare ogni mattina in edifici stabili e sicuri. Ed è per questo che non smetteranno mai di lottare!

