Roberto Benigni diffonde la sua passione per la Divina Commedia. Le sue recitazioni a memoria di interi canti del poema hanno riscosso un grande successo dalla critica ma soprattutto dal pubblico, sia in Italia che negli Stati Uniti. L’amore per l’immensa opera di Dante, gli è nata proprio sui banchi di scuola, quando si è accorto che i messaggi e i concetti dell’opera, erano così vicini al suo modo di vivere da divenire familiari. Chissà se ne farà mai un film, una trasposizione cinematografica, come accennò in qualche intervista: la Divina Commedia offre talmente tanti spunti e dettagli scenografici che il lavoro appare per certi aspetti guidato e svolto, ma rendere onore ad un’opera così strutturata e complessa sembra impresa ardua.
Si è esibito addirittura in alcune carceri, con una semplicità e una capacità comunicativa di difficile quantificazione. C’è chi lo accusa di essersi appiattito in questa nuova cornice da buonista, che si occupa di cultura e di persone, e di aver ridimensionato la sua carica satirica di personaggio scomodo. Ma anche se ciò fosse vero, il suo spirito critico, la sua fantasia e creatività, ne fanno un indiscutibile e sregolato genio, sulla vetta insieme a pochi altri, degli affetti e della stima più incondizionata del pubblico del nostro paese.

