L’aborto, previso in base alla legge 194, prevede un vero e proprio intervento chirurgico. Bisogna capire in cosa si differenzia da quello chimico che si ottiene con la somministrazione della pillola Ru486. Il meccanismo di azione di questo farmaco è ben diverso dall’atto chirurgico vero e proprio. Dipende dalla capacità del mifepristone di legarsi ai recettori del progetorone, ormone indispensabile per la contunazione della gravidanza. Se entro il secondo giorno non avviene l’esplulsione del feto, si ricorre ad un secondo farmaco,una prostaglandia,che aumenta le contrazioni uterine. Il Ru486 è disponibile solo nelle strutture pubbliche deputate alle interruzioni di gravidanza,proprio perchè si tratta di strutture meglio organizzate e libere da interessi economici.
Controindicazioni: non va somministrata quando viene riscontrata un’insufficienza surrenale cronica, nel caso di asma grave e in presenza di gravidanza extrauterina.
Silvio Viale, ginecologo dell’ospedale Sant’Anna di Torino.
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