Il poeta genovese che metteva la musica sotto le parole.
Fabrizio de Andre’ nasce a Genova nel 1940 e frequenta le elementari inizialmente presso le scuole statali. Il suo temperamento vivace e ribelle, lo costringe a trasferirsi per la frequenza delle medie, in una rigida scuola privata gestita dai Gesuiti. Il giovane Fabrizio subisce molestie sessuali da parte di uno dei monaci e reagisce in maniera diretta, senza nascondersi e senza vergona, suscitando uno scandalo che l’Ordine cerca di placare espellendolo dalla scuola. Ma l’intervento del padre che informa il Provvedittorato dell’accaduto causa l’espulsione del monaco in questione.
A sei esami dalla laurea di giurisprudenza, decide che la sua vera vocazione è la musica, e abbandona gli studi. Le conoscenze con Tenco e Paoli lo addentrano ancora di più nel mondo delle canzoni e insieme all’amici di infanzia Paolo Villaggio, cerca di sostenersi economicamente imbarcandosi d’estate nelle navi da turismo, come suonatori.
Tra le sue canzoni più famose si ricordano La canzone di Marinella, La canzone dell’amore perduto, Volta la carta, Il pescatore… tutte con temi estremamente duri e difficili, ma soprattutto schietti, che inizialmente lo rendono ostico al gusto del pubblico tradizionale. Scrive solo 15 album, ma questo è giustificato dalla cura e l’attenzione con cui compone ogni brano.

