Che tipo Alberto Camerini quando andava in scena con quel abbigliamento eccentrico da Arlecchino portando sui palchi italiani le sue così eclettiche e singolari sonorità, a cavallo tra un rock metropolitano ed punk elettronico melodico.
Nato a San Paolo del Brasile, nel 1951, è arrivato nel “Bel Paese” all’età di 11 anni.
La sua avventura musicale cominciò molto presto quando insieme a Roberto Colombo costituì i “Sound” la sua prima band.
Negli anni a seguire suonò e formò altre band rendendosi partecipe di quel circuito giovanile musicale che caratterizzò la città di Milano negli anni ’70.
In poco tempo diventò uno dei chitarristi più richiesti e in men che non si dica conobbe e collaborò con parecchi artisti dell’epoca come Patty Pravo, Fausto Leali, Equipe 84 etc.
Finalmente, nel 1976, arrivò il debutto da solista con il suo singolo Pane quotidiano/In giro ma bisognerà aspettare ancora qualche anno prima che il brasiliano raggiunga il successo.
Approdiamo al 1981, anno del grande successo.
Camerini incide l’album “Rudy e Rita” dal quale estrae il fortunato singolo “Rock’n’roll Robot”, che lo porterà in vetta alla hit parade donandogli fama e popolarità.
Sarà grazie a questo singolo che l’arlecchino del rock italiano assumerà le proprie sembianze che, caratterizzate da un accentuato trucco e dal particolare abbigliamento “carnevalesco”, lo distingueranno per sempre dagli altri cantanti.
Recensione di Maurizio Zanoni

