Posted by admin on 20 ago 2010 /
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E’ lo spot cesurato sia da Mediaset che dalla Rai. In realtà è una delle pochissime volte in cui siamo daccordo anche noi sulla censura.Lo spot infatti si basa su una finzione-realtà molto diseducativa. Tutti si sparano come se stessero appunto nel mondo xbox: muoiono ad uno ad uno fino a che rimane il migliore.Si è ritenuto di non trasmettere in Italia questo spot perchè presenta delle immagini che potrebbero istigare alla violenza.


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Non sono affatto d’accorto,
a questo punto per lo stesso principio bisognerebbe censurare tutti i film più o meno d’azione, i telegiornali che mostrano le risse negli stadi (se non addirittura abolire il calcio visto che ne succedono di ogni ad ogni partita in pratica), chi trasmette incontri di box o peggio ancora di wrestiling e chi più ne ha più ne metta.
Il vero spirtido di questa pubblicità invece, che non è sato affatto colto ne da voi ne da chi l’ha censurato, è quello proprio dell’aspetto ludico, della parte “infantile e giochereccia” che risiede in tutti noi, dai più piccoli ai più grandi.
La gente li si spara con le dita così come facevamo noi da ragazzini (parlo per lo più di come me è nato negli anni ’70 o prima). E’ una trasposizione del nostro vecchio giocare a cowboy e indiani o a guardia e ladri, e nessuno mai ci ha detto che eravamo o che siamo diventati ragazini violenti perchè facevamo “bang” mentre con le dita puntavamo un’arma immaginaria, e come se si abolissero le armi giocattolo (e parlo proprio dei giocattolini che fanno rumore o al massimo sparano la ventosa) proprio perchè istigano la violenza.
In tutto queso però adesso non accettiamo di vedere questo tipo di spot ma invece vediamo con piacere (e sopratutto facciamo vedere ai nostri figli con piacere) reality dove invece il modello educativo è decisamente inesistente, anzi al contrario fa credere a tutti che partecipare ad un reality sia la strada più facile e migliore da fare.
Il vero problema è che ci siamo scordati che l’educazione dei nostri figli la diamo noi in primis, che siamo noi a dover far capire cosa è giusto e cosa non lo è, e non è certo un spot (che ripeto per me è semplicemente geniale) che ne segna il comportamento.
Saluti
Pierluigi