La finalità dello stretching è donare al muscolo la tonicità e la lunghezza che possedevano prima dell’esercizio fi sico in condizioni di riposo. In seguito a uno sforzo, infatti, le fibre muscolari tendono a rimanere contratte ed accorciate. Lostretching, inoltre, se praticato prima dell’esercizio favorisce la concentrazione, mentre incrementa il senso di rilassamento e benessere se eseguito nel dopo gara. Eseguendo esercizi di stretching in maniera regolare si aumenta l’escursione articolare.
Lo stretching è inoltre un’ottima pratica per alleviare tensioni muscolari e fastidiosi dolori causati da contratture residue. Per questo può essere anche praticato al termine di una seduta di massaggio, per ricercare un incremento dell’allungamento dei muscoli che si trovano in uno stato di maggior rilassamento.
Gran parte degli esercizi di stretching sono praticabili da soli, senza l’ausilio di un collaboratore. La metodica più diffusa è quella di Anderson, dal nome del suo inventore, Bob Anderson.
Consiste nel raggiungere un’intensità di tensione muscolare lieve, detta “tensione facile”, mantenendola per 8-10 secondi e aumentando poi la tensione fi no a raggiungere un livello che corrisponde allo stadio precedente alla soglia del dolore, detto “tensione di sviluppo”. Tale tensione dovrà essere mantenuta per 20-30 secondi, terminati i quali, si ritornerà al livello di tensione facile, mantenendola per 6-8 secondi. Si torna infi ne alla posizione di riposo. L’operazione dovrà essere ripetuta 2-3 volte per lo stesso muscolo. L’attività dovrà sempre essere svolta prestando molta attenzione alle proprie sensazioni.
È importante infatti non oltrepassare mai la soglia del dolore o eseguire dei tensioni e rilasci improvvisi della muscolatura, cercando a tutti i costi un incremento della tensione. In questo caso, infatti, oltre a non avere benefi ci, si rischiano lesioni all fibre muscolari.

